Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato. (George Orwell)
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mercoledì, 04 marzo 09 14:45
venerdì, 25 luglio 08 15:16
Hippy![]() I dibattiti sul 1968 a cui ho assistito nel corso di questo suo quarantesimo anniversario vertevano insistentemente su due questioni, cioè su quanto gli effetti di quella rivoluzione siano stati positivi o negativi e sui motivi che ne hanno provocato la fine. Circa il primo punto, mi sembra non vi sia alcun dubbio su quanto siano evidenti i benefici portati da quel periodo, mentre per quanto riguarda il secondo, è chiaro che quei movimenti sono stati eliminati dai governi. Ma, al di là delle diverse opinioni, ciò che mi lascia perplesso è come i veri protagonisti di quella rivoluzione, cioè gli hippy, vengano trattati alla stregua di un semplice fenomeno di moda giovanile, soprattutto in Italia, dove scuola e partiti hanno ampliamente monopolizzato quei ragazzi, distruggendone così la matrice assolutamente anarchica. Comunque sia, la sconfitta subita dai fricchettoni non pregiudica affatto una lunga serie di risultati tutt’altro che insignificanti: prima del ’68, le società erano patriarcali, i maschi dominavano e occupavano ogni posizione di comando, dalla famiglia al lavoro, dall’economia alla politica, mentre le femmine venivano mortificate nel ruolo di chiocce servili, e le disgraziate che non riuscivano a sposarsi finivano la loro squallida esistenza da zitelle, suore, perpetue o prostitute; prima del ’68, gli stupratori venivano puniti per aver oltraggiato la morale (ovviamente di stampo cattolico) e non per i danni recati alle donne violentate; prima del ’68, il mondo del lavoro non prevedeva neanche i più elementari diritti, gli infortuni e lo sfruttamento dei lavoratori erano pari a quanto accade attualmente in paesi come il Bangladesh; prima del ’68, una chiesa folle e irresponsabile calpestava la dignità degli uomini imponendo comportamenti innaturali e frustranti, favorendo così varie discriminazioni soprattutto di carattere sessuale. Prima del ’68, i gay che venivano colti in atteggiamenti intimi rischiavano il linciaggio e l’arresto (oggi solo qualche pestaggio); prima del ’68, l’utero e il feto erano proprietà esclusiva della chiesa cattolica e le donne erano costrette ad abortire clandestinamente in strutture fatiscenti o in case private, con un tasso di mortalità quasi epidemico. Prima del ’68, il matrimonio era indissolubile, tranne che dalla Sacra Rota, e la maggior parte delle unioni erano pilotate dai famigliari stessi per motivi di interesse e di prestigio, esattamente come succede ancora nei paesi più arretrati. Prima del ’68, i neri erano considerati esseri inferiori e la loro vita valeva quanto quella di un animale e ciò con il beneplacito della Chiesa; prima del ’68, la gestione delle risorse del pianeta era criminale e selvaggia, proprio come accade oggi, con la differenza però che almeno ora se ne parla. Tutto questo prima del ’68! Gli hippy sono gli eredi naturali della Beat generation, un movimento culturale con radici bohémien nato in contrasto alla cultura oppressiva e consumistica dell’America puritana degli anni 50 e che vede fra i suoi fondatori giovani ribelli, artisti e letterati fra cui Allen Ginsberg, William Burroughs, Jack Kerouak, Lawrence Ferlinghetti e molti altri appassionati di jazz e della poesia di Walt Whitman. Nei primi anni Sessanta, gli hippy invasero le strade da San Francisco a Londra, la quale divenne la capitale europea dei freak (l’Italietta del Vaticano e della Fiat non conobbe mai realmente l’epoca hippy), e presero vita un’infinità di gruppi rock psichedelici, fra cui i Grateful Dead, Jefferson Airplaine, Byrd, Love, Charlatans, Fugs e autori del calibro di Donovan e Bob Dylan, quest’ultimo fondamentale almeno quanto i Beatles. Imperversarono happening e trip festival a base di LSD e marijuana, Timothy Leary tenne diverse conferenze e fece centinaia di esperimenti sui viaggi lisergici. L’uso di certe sostanze era necessario per sottrarsi al condizionamento di massa e per sperimentare metodi che consentissero formulazioni di pensieri scevri dall’indottrinamento di stato. Le cose si possono cambiare solo dall’esterno. Le manifestazioni contro la guerra e a favore dei diritti civili divennero questioni prioritarie e le minoranze fino ad allora discriminate trovarono la forza di uscire allo scoperto e far sentire la propria voce. Ma fu nella famosa “estate dell’amore” che avvenne la piena consacrazione del movimento hippy, e nomi come quelli di Jim Morrison, John Lennon, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Neil Young, Frank Zappa, Roger McGuinn iniziarono a rimbalzare da un capo all’altro del pianeta. La polizia adottò drastiche misure repressive nei confronti dei figli dei fiori e le sommosse di quel periodo portarono ad un numero impressionante di morti e di feriti, ma malgrado ciò il movimento si fece sempre più robusto e influente; Rolling Stones, Buffalo Springfield, Doors, Pink Floyd, Who, Velvet Underground ne divennero i portavoce. Nonostante ciò, gli hippy iniziarono a sparire dalla circolazione verso la metà degli anni Settanta, sopraffatti dal trionfo dei regimi e del boom economico e screditati di fronte all’opinione pubblica per via di certi fatti di sangue legati a storie di droga e di sesso (emblematico e fondamentale il caso Manson). In effetti, nel momento di massima intensità di tale fermento, fiumi di eroina e di denaro si riversarono sulle strade e divennero, per quei giovani contrari ad ogni forma di controllo, fattori decisamente destabilizzanti. Fu così che iniziò il rovinoso declino degli hippy: i soldi inquinavano le menti dei più deboli e agli altri bastavano gli arresti, le emarginazioni e le overdose. Ovviamente le droghe letali erano gestite dalle mafie con l’accurata regia dei governi, questo si sa, o in ogni caso lo si può dedurre molto facilmente (1 + 1=2). Il successo degli hippy non poteva quindi essere duraturo in un mondo dominato da un gruppo di individui che gestivano l’economia, la morale, l’informazione e le armi: per un pacifista era piuttosto arduo dialogare con un cattolico che gli puntava in faccia un cannone. Eppure il 1968 creò uno scossone tale da essere avvertito su tutto il pianeta; non vi fu paese al mondo estraneo ai disordini di piazza e ovunque gli eserciti si mobilitarono per contenere un fenomeno che sembrava assumere proporzioni sempre maggiori. Un vero peccato, visto che questa specie, ormai estinta da quasi 40 anni, aveva tutte le carte in regola per forgiare una società più equa, giusta e divertente, un tipo di società che ogni individuo sano di mente desidererebbe. La prima grande novità introdotta dagli hippy consisteva nell’abbattimento delle discriminazioni sociali e sessuali: i ragazzi si facevano crescere i capelli e le ragazze se li tagliavano, creando non poca confusione e sgomento nei conservatori, vestivano in mondo stravagante (a volte rubando abiti perfino ai loro nonni), esprimendo così il loro stile senza essere ostaggi delle griffe o del consumismo. Ovviamente il mercato stava molto attento a loro, tant’è che gli stilisti si diedero subito da fare per trasformare lo stile hippy in “moda” (gli stilisti dovrebbero morire e basta). La liberazione sessuale fu il punto di partenza per molti giovani che finalmente iniziarono ad amarsi senza i grotteschi rituali di seduzione e contrattazioni economiche, risolvendo perfino molti di quei disturbi mentali tipici delle società represse, come l’impotenza, la frigidità, l’aggressività, la pedofilia, le ossessioni maniacali e pornografiche. Concetti come “etero” e “omo” perdevano di significato, il sesso di gruppo e la promiscuità era la norma che lasciava sbigottiti i benpensanti, i quali vedevano vacillare le proprie granitiche certezze. È inoltre statisticamente provato che il decennio dominato dai figli dei fiori fu quello con il minor numero di fatti criminosi. Nacquero le famose comuni e altre libere forme di aggregazione in alternativa alla famiglia tradizionale, considerata uno degli orrori di questa società insieme al denaro, al potere e alle religioni. Proprio le religioni monoteiste vennero bandite dagli hippy e sostituite con differenti forme di meditazione trascendentale e di introspezione, più vicine alle filosofie orientali o a quelle lisergiche sudamericane. La società che avevano in mente prevedeva che ad ogni singolo cittadino di questo pianeta venisse concesso un pezzo di terra dove poter vivere per tutta la durata della sua esistenza, auspicando allo stesso tempo l’abolizione della proprietà privata, intesa come accumulo di ricchezze: ciò non significava l’impossibilità di costruire un proprio ambiente in piena autonomia o di custodire oggetti personali, ma si trattava più semplicemente di annullare ogni transazione ereditaria, in modo da poter condividere i beni posseduti dal defunto con la comunità. Il mondo è dei vivi, non dei morti, la terra appartiene a tutti coloro che sono in grado di calpestarla! Gli hippy non avevano alcun bisogno di possedere e consumare nulla se non lo stretto necessario. Il possesso rende avidi e schiavi, meglio quindi godere e sottrarsi alla catena di montaggio della fabbrica o dai rigori degli uffici, dato che il lavoro consuma gli esseri umani, li condiziona, li imbruttisce, li invecchia, li ammala e li uccide. Hippy, beatnik, freak, cappelloni, figli dei fiori, chiamateli come volete, ma non dimenticate che i pochi diritti che avete acquisito e quel briciolo di libertà di cui godete li dovete esclusivamente a loro!
Rokton
domenica, 18 maggio 08 19:19
Il cd di Rokton
Un po’ di tempo fa avevo sparso la voce circa la pubblicazione di un mio cd ufficiale, ma dopo diverse traversie quel progetto è naufragato e voglio quindi scusarmi con chi avevo erroneamente informato. Tuttavia, per accontentare coloro che hanno manifestato il desiderio di avere un mio disco, ho deciso di raccogliere le mie canzoni più rappresentative in un “demo”, da scaricare gratuitamente con tanto di copertina da urlo realizzata da Kovre, grande talento grafico a livello europeo. Per un pubblico più esigente, ma soprattutto per i miei fans più sfegatati, ci saranno a disposizione 100 copie di qualità audio wav, stampate, numerate e firmate dal sottoscritto al costo di 25 euro comprensivo di spese di spedizione. Il prezzo può sembrare un tantino elevato ma quando sarò morto il vostro investimento vi frutterà un sacco di soldi. Il pagamento dovrà essere effettuato tramite Postepay oppure Paypal. A presto e buon ascolto Rokton SCARICA GRATIS IL CD DA QUI Tag:
rokton
domenica, 06 aprile 08 22:40
lunedì, 04 febbraio 08 21:23
ZOMBIE!![]() Le prime notizie riguardanti gli zombie provengono da Haiti e risalgono alla metà del sedicesimo secolo. Narrano di individui che, privati della propria volontà dopo essere stati defraudati dell’anima da parte di sacerdoti Bokor attraverso un rituale, venivano sepolti in stato letargico e riesumati successivamente per essere schiavizzati e impiegati nella raccolta delle canne da zucchero. Ma quella che parrebbe solo una scontata metafora è in realtà la condizione in cui versa almeno l’85% della popolazione mondiale. Il contagio inizia quasi sempre in tenera età attraverso l’assunzione coatta di “valori” come il denaro, la religione, la patria, la famiglia e il lavoro. Per valori si intendono i retaggi culturali comunemente condivisi da queste masse come dogmi incontestabili, le fedi sulle quali gli zombie plasmeranno le loro coscienze e su cui baseranno i loro codici di comportamento. Questi valori hanno una funzione consolatoria e fanno leva sui quesiti irrisolti che tormentano l’uomo da sempre; sono l’unica possibilità di dare un senso alla sua condizione di schiavo in un mondo dominato dalla paura, rendendolo sempre più aggressivo o remissivo a secondo del ruolo sociale e della casta di appartenenza. Gli effetti di questi valori sono molto simili a quelli dell’eroina per i tossicodipendenti e si manifestano attraverso l’alterazione della percezione della realtà (nonostante la realtà sia una convenzione poiché la verità non esiste), invalidando le regole della natura umana (unico riferimento attendibile per i sensi), e favorendo così ogni tipo di aberrazione. Il rapporto fra denaro e religione è talmente stretto che entrambe le questioni andrebbero trattate come un unico argomento: nelle società degli zombie molte confessioni religiose si arricchiscono e investono il denaro per promuovere la miseria, uno dei presupposti di base per il tanto agognato raggiungimento di millantati paradisi (è più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno dei cieli). Ne consegue che proprio la miseria sia il combustibile più adatto per alimentare queste organizzazioni coercitive, soprattutto quelle cristiane che, dai loro palazzi, gestiscono potenti ramificazioni su tutto il pianeta per l’indottrinamento mascherato da solidarietà. Se per assurdo la miseria potesse essere debellata verrebbe meno il compito delle chiese che, private della loro principale funzione (o finzione), dovrebbero chiudere i battenti. Oggi il cristianesimo e l’ebraismo dominano il mondo, dirigono l’economia, organizzano le guerre necessarie, impongono le regole etiche e morali con la forza di leggi repressive minando la stabilità mentale degli zombie, i quali sfogano tutta la loro malata frustrazione in una folle competizione che prevede anche l’omicidio. Il denaro, in quanto “ valore cumulabile”, è lo strumento perfetto per ricattare le masse poiché nel suo stesso principio risiede il germe della disuguaglianza, tant’è che se fosse equamente distribuito annullerebbe la sua stessa ragione di esistere; gli unici effetti garantiti da questa diabolica (o divina) invenzione sono le guerre, la miseria, le mafie, i furti, gli omicidi, il terrorismo, la prostituzione, la corruzione, le estorsioni, l’inquinamento, le malattie e la schiavitù. Dall’attico della grande piramide economica viene gettato quel tanto di spiccioli che basta a tenere in vita orde di zombie a cui viene derubato il tempo — che è l’essenza stessa della loro vita — in cambio di modelli mostruosi, colmi soltanto di illusioni, di realizzazioni fittizie e di giustificazioni di senso. L’eliminazione del denaro consentirebbe la fine di attività inutili e dannose come quelle esercitate da banchieri, agenti di borsa, burocrati, amministratori, lavavetri, politici, artisti, economisti, criminali, piazzisti, trafficanti, militari, babysitter, avvocati, giudici, poliziotti, notai, preti, suore, stilisti, mendicanti, guardie del corpo, commercialisti, i quali avrebbero la grande occasione per dare un contributo concreto alla società degli uomini e, lavorando tutti per un tempo massimo di due ore al giorno, dedicarsi finalmente al proprio meritato benessere e a quello degli altri. La guarigione è possibile, ma l’assenza di un cura farmacologica implica necessariamente una raffinata strategia da parte di quel 15% della popolazione sana per una nuova grande rivoluzione culturale in linea con quei movimenti di liberazione sconfitti dai governi quarant’anni fa, e per rivelare una volta per tutte a questi zombie, un po’ come si fa coi bambini, che il loro dio tanto adorato non esiste così come non esiste Babbo Natale.
Rokton
mercoledì, 16 gennaio 08 12:57
venerdì, 07 dicembre 07 13:00
questo post è momentaneamente sospeso per motivi giudiziari
[...]
mercoledì, 26 settembre 07 14:33
martedì, 11 settembre 07 21:16
lunedì, 30 luglio 07 00:09
Morte ai porci delle compagnie telefoniche!
Mi chiama al cellulare una tizia di una compagnia telefonica italiana molto importante di cui non faccio il... [...] venerdì, 13 luglio 07 12:02
Se Dio esistesse si chiamerebbe Lou Reed (e il mondo sarebbe migliore)
Quando ieri mi sono recato a vedere Lou Reed dal vivo non è che mi aspettassi chissà che, in fin dei conti il Grande Padre ha una certa età e una vita bella dissoluta alle spalle. La mia presenza al suo cospetto voleva essere solo un saluto un po’ nostalgico e un ringraziamento per il suo contributo fondamentale alla mia esistenza. E invece… e invece non è stato un concerto, è stato IL C.O.N.C.E.R.T.O!!! Un veloce riassunto degli eventi: Lou Reed arriva puntuale alle 22 con passo incerto e vestito in jeans e maglietta rossa (coincidenza piacevole visto che anch’io ero vestito proprio come lui, yeah!), seguito da un numero impressionante di musicisti (una trentina compresi i coristi), e inforcata la chitarra inizia a suonare l’annunciato “Berlin” (mitico album del 73 che dà titolo al tour). Al secondo pezzo capisco che le cose stanno andando in maniera inaspettata, e quando la sua voce intona “Lady day” mi accorgo che Lou Reed ha la stessa voce di Lou Reed! Si, si, la voce è proprio la sua, il suo timbro, il modo di modularla, d’intonarla, di scandire le parole, proprio quello di LOU REED! Quasi non ci credo. (Chi conosce Lou Reed capirà bene cosa intendo, e chi invece non lo conosce o non lo stima che continui pure a mangiare merda). Le canzoni si alternano nell’ordine esatto del disco originale, con arrangiamenti curatissimi ma rispettosi della natura oscura di quel disco capolavoro, le versioni sono più lunghe soprattutto sui finali enfatizzati dai cori, e di ogni pezzo non avrei mai voluto sentire l’ultima battuta. Alla fine Lou è un po’ stanco ma rilassato, contento e allegro, scherza col pubblico e con la band e ci regala tre perle, esattamente “Sweet Jane”, “Satellite of Love” e “Walk on the Wild Side” (quest’ultima assolutamente imprevista). La mia impressione è che il concerto di Cremona abbia cancellato gli ultimi trent’anni di musica, ma se questa può apparire una posizione un po’ estrema resta il fatto che si è trattato sicuramente di uno fra i più grandi eventi nella storia del rock. Rokton lunedì, 02 luglio 07 23:25
Il bullismo degli adulti
Sono esterrefatto. Da qualche tempo l’informazione di stato ha deciso di romperci... [...] lunedì, 11 giugno 07 10:19
Lo sterco del demonio
Per quanto scontato e banale possa essere, “lo sterco del demonio”... [...] venerdì, 01 giugno 07 23:48
martedì, 08 maggio 07 01:20
Se vuoi vedere com’è fatto un cretino accendi la tv
Se vuoi vedere un bugiardo accendi... [...]mercoledì, 02 maggio 07 22:18
Andrea Rivera
Prima di ieri non avevo mai sentito parlare di Andrea Rivera ma chissà perché mi è diventato subito simpatico. Complici i media, è tutto il giorno che sembra non sia successo altro nel mondo e i pretacci ingonnellati parlano addirittura di terrorismo… ma che se ne vadano affanculo. SOLIDARIETA’ TOTALE AD ANDREA RIVERA!
venerdì, 13 aprile 07 13:52
sabato, 31 marzo 07 15:34
giovedì, 29 marzo 07 00:59
Liberate Corona!Premetto che non nutro alcuna simpatia per Fabrizio Corona, anzi, leggendo alcune sue dichiarazioni mi sento di... [...] domenica, 11 marzo 07 18:37
Chiesa, famiglia e altre castronerie
Con i cattolici c’è proprio da andar giù di testa. Anche con gli altri invasati religiosi e... [...] giovedì, 08 marzo 07 00:39
sabato, 03 marzo 07 15:36
venerdì, 23 febbraio 07 23:33
Latrina
Nel panorama italiano della politica, spettacolo, informazione, cultura, sono centinaia i personaggi che odio... [...] giovedì, 01 febbraio 07 19:13
Chiedo veniaRingrazio gli affezionatissimi (pochi ma buoni) che si sono lamentati per il fatto che non sto aggiornando il blog. In effetti in questo periodo sono concentrato a sperimentare un modo alternativo al lavoro per procurarmi dei soldi. Inoltre ho iniziato a registrare le nuove canzoni nella speranza di togliermele di torno prima possibile. Molti però sono gli argomenti che mi frullano per la testa quindi nel giro di pochi giorni ci rivediamo sicuramente. A presto! Rokton lunedì, 22 gennaio 07 19:25
Rokton in pausa pranzoLE CANZONI SUL SITO UFFICIALE OPPURE SU MYSPACE
mercoledì, 10 gennaio 07 23:16
mercoledì, 27 dicembre 06 23:10
sabato, 23 dicembre 06 16:04
sabato, 23 dicembre 06 15:51
(censura) in pellicciaQuesto è un argomento che mi fa veramente (censura). Lo dico subito e mi autocensuro perché quando parlo di quelle ( giovedì, 21 dicembre 06 13:17
Addio PiergiorgioPerdonaci, e grazie per la lezione che ci hai dato. Sappi che la tua battaglia non sarà dimenticata. martedì, 19 dicembre 06 23:27
Sul caso Welby
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Cattolici alla fruttaI difensori della vita-a-qualunque-costo-anche-delle-sofferenze-più-atroci hanno organizzato una kermesse teatrale, con tanto di troupe televisiva al seguito, in risposta alle manifestazioni di solidarietà per i diritti di Piergiorgio Welby. Rokton giovedì, 14 dicembre 06 00:40
mercoledì, 13 dicembre 06 15:44
Polizia e Vaticano alleati contro il Demoniomartedì, 12 dicembre 06 22:09
martedì, 12 dicembre 06 21:52
La grande truffa degli artistiLa potente lobby degli artisti si è arrogata il diritto di campare gratis alle spalle dei cittadini, soprattutto di coloro che amano la musica e l'arte in tutte le forme. Mi risulta che, quando compro un... [...] sabato, 09 dicembre 06 21:35
Rokton in pausa merenda
La mia preziosa collaboratrice Supersoul mi ha obbligato a pubblicare questo post da cui mi dissocio. martedì, 05 dicembre 06 00:15
martedì, 05 dicembre 06 00:12
il mito della drogaSpiegare alla gente cosa sia realmente la droga è impresa ardua e rischiosa. Ardua in quanto gli stereotipi della cultura di appartenenza sono ben difficili da smantellare anche di fronte a fatti evidenti, e... [...] sabato, 02 dicembre 06 00:36
Veline e calendari: una forma legalizzata di prostituzioneL'invasione di calendari e spazi televisivi dedicati a veline e signorine di ogni tipo evidenzia come questa forma di prostituzione sia privilegiata e perfettamente legale rispetto ad altre che coinvolgono le classi meno abbienti o, più semplicemente, realtà esterne al circuito mediatico. Il fenomeno della prostituzione esiste dalla notte dei tempi e le ragioni sono semplici: il sesso è sempre stato il cardine e il motore delle società e, di conseguenza, il tema su cui le religioni si sono ampiamente preoccupate di legiferare e sentenziare, generando così società di individui repressi e frustrati, quindi più facili da manipolare e schiavizzare. Una persona felice è una persona libera dai desideri materiali e fittizi (sulla cui soddisfazione si regge il capitalismo) e dai sensi di colpa fasulli (che permettono alle ideologie religiose di essere ancora in vita). Ci hanno abituati a pensare alla prostituzione nella sua forma tradizionale e un po' folkloristica, ma essa è in realtà una dinamica che si perpetua in ogni ambiente ed assume forme diverse, alcune delle quali mai messe in discussione, anzi elevate a modelli vincenti da imitare, in quanto pilastri stessi delle nostre società. Una donna o un uomo che si sposano per interesse, o che privilegiano, anzi ricercano partner appartenenti a ceti sociali elevati, appartengono indiscutibilmente alla categoria in questione. Vorrei sottolineare che non ho pregiudizi morali nei confronti di questi fenomeni, ma odio assistere alle cantilenanti, sempre uguali dichiarazioni rilasciate da ragazze improvvisamente pudiche, le quali prima vendono il proprio corpo per scattare fotografie pornografiche, mascherandole dietro al concetto di "arte" e poi, raggiunto l'obbiettivo della notorietà, si sposano col miglior offerente che, guarda caso, è sempre uno sportivo di fama mondiale,o un imprenditore di successo, in ogni caso un milionario. Il passo successivo è quello di farsi ingravidare , solitamente un paio di volte (anche per quello non serve alcun talento particolare), per ottenere ulteriore popolarità interpretando il ruolo di madre dell'anno. Sempre sotto i riflettori, ovviamente.
Rokton & Supersoul
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